Ville venete

Ville venete

La villa veneta è una tipologia di residenza patrizia fondata dal patriziato della Repubblica di Venezia e sviluppatasi nelle aree agricole dei Domini di Terraferma tra la fine del XV secolo e il XIX secolo. In questo arco temporale furono realizzate più di cinquemila ville venete, molte delle quali sono ancora conservate e tutelate dall'Istituto Regionale Ville Venete; le zone attualmente interessate dalla presenza di questi edifici sono l'intera regione veneta, in particolare la riviera del Brenta e alcune pianure del Friuli Venezia Giulia.

Dopo un primo periodo di reale impegno agronomico sul territorio, la villa divenne una moda, propagandosi a tal punto che le famiglie nobili spesero gigantesche ricchezze per costruire delle ville da usare solo d'estate, dalla vigilia della festa di Sant'Antonio di Padova, il 13 giugno, alla fine di luglio o al massimo fino al periodo della vendemmia.
L'edificio della villa perse i suoi connotati rustici, aumentando di misura, eguagliando per lo sfarzo interno i palazzi di città; si arricchì inoltre di vasti giardini lussureggianti di piante esotiche e siepi potate a disegno, dove si creavano complessi giochi d'acqua, tendendo in tutto a rivaleggiare con modelli internazionali come la reggia di Versailles in Francia a cui alcuni facoltosi possidenti intendevano equipararsi, a volte consumando nell'intento l'intera fortuna di famiglia.

Nel XVI secolo, con l'architetto Andrea Palladio, si formò uno specifico tipo di villa veneta, individuato con il nome di villa palladiana: le ville palladiane del Veneto sono state inserite nell'elenco dei patrimoni dell'Unesco.
(da Wikipedia)

"Le numerose ville costruite tra il XV e il XVII secolo nell’area veneta, si rifanno ad uno schema tradizionale che prevedeva un corpo padronale in posizione centrale con ai lati annessi rustici o porticati per il ricovero degli attrezzi e delle derrate (le barchesse). Il corpo centrale presenta una pianta rettangolare con ampia sala centrale di lunghezza pari alla profondità totale dell’edificio e vani laterali disposti simmetricamente secondo lo schema dei palazzi veneziani. Con l’affermarsi della cultura umanistica e grazie alla permanenza dell’aristocrazia veneziana ed urbana in terraferma, si consolida, lungo il corso del 500, un modello tipologico che verrà codificato da Andrea Palladio nella sua opera intitolata “I Quattro Libri dell’Architettura”.
(Grumolo delle Abbadesse - Le ville di Campagna)